Stefano Valvason – Direttore Generale A.P.I. – 28 Febbraio 2018

//Stefano Valvason – Direttore Generale A.P.I. – 28 Febbraio 2018

Stefano Valvason – Direttore Generale A.P.I. – 28 Febbraio 2018

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Città Metropolitana di Milano in collaborazione con Laboratorio Industry 4.0

“INTER CITY 4.0” – terza ed ultima fermata – Milano, 28 Febbraio 2018 – Palazzo Isimbardi

CITTADINI GENERATORI DI DATI A LORO INSAPUTA

Sintesi intervento a cura di Stefano Valvason – Direttore Generale A.P.I.

Attraverso dispositivi personali e mobili (sensori, smartphone, tablet, ecc.) ogni individuo è in continua connessione con Internet e con il resto del mondo.

La digitalizzazione delle attività, il rimanere connessi, la navigazione nel web, l’utilizzo di posta elettronica, chat, social network e transazioni telematiche, generano dati (ogni giorno ne vengono prodotti circa 2,5 exabyte) su comportamenti delle persone, fenomeni fisici, dinamiche economiche e imprenditoriali, fenomeni sociali o trend demografici.

Questa è indubbiamente un’interessante opportunità per le pmi perché, attraverso strumenti in continua evoluzione per l’analisi dei dati, è possibile personalizzare una ricerca, un prodotto/servizio, la pubblicità, rivoluzionando completamente le strategie di marketing e in generale di business, a costi in passato non immaginabili.

Tuttavia, così come le nuove tecnologie comportano un’opportunità, altrettanto portano con sé rischi insidiosi, che devono essere affrontati con prudenza e responsabilità, magari facendo ricorso a quanto si è imparato studiando la Storia.

Infatti provocatoriamente viene da domandarsi: “Cosa ha in comune uno smartphone con il Cavallo di Troia?” Come la macchina da guerra, lo smartphone è uno strumento con il quale si inducono le persone ad abbassare le proprie difese e a mettere a disposizione la propria privacy.

E ancora, quante volte ci soffermiamo sul fatto che quando accettiamo un cookie sottoscriviamo un contratto (di cui non leggiamo il contenuto)?

Perché, per gioco, ci rendiamo disponibili ad essere eterodiretti nella raccolta di foto e filmati in varie zone delle città? Dove vanno queste immagini e a che fine verranno utilizzate?

Ma come se non bastasse, ogni dispositivo connesso in Internet può essere uno strumento per il furto di dati, audio, video.

Allora è importante essere consapevoli dei molteplici rischi e delle proprie responsabilità non solo sui dati personali, ma anche su quelli dell’ambiente in cui siamo, delle persone vicine o in relazione e del nostro datore di lavoro (tecnologie, disegni, documenti, …).

Per tutelare cittadini e imprese è di imminente entrata in vigore obbligatoria il Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dei dati personali. Ciò nonostante la legislazione è sempre in ritardo nell’inseguire la realtà, a maggior ragione quando riguarda le tecnologie digitali.

Per aumentare le difese si può fare ricorso a firewall, antivirus, procedure, ma il miglior metodo per prevenire possibili danni è legato ai comportamenti individuali.

Questi nuovi fenomeni non possono essere vissuti con superficialità o ignoranza, bisogna approfondire, bisogna avere il coraggio di conoscere. “SAPERE AUDE” scriveva il poeta latino Orazio.

2018-03-14T08:21:29+00:00