Diego Liberati, PhD – dirigente CNR docente al Politecnico di Milano – 28 Febbraio 2018

//Diego Liberati, PhD – dirigente CNR docente al Politecnico di Milano – 28 Febbraio 2018

Diego Liberati, PhD – dirigente CNR docente al Politecnico di Milano – 28 Febbraio 2018

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Città Metropolitana di Milano in collaborazione con Laboratorio Industry 4.0

“INTER CITY 4.0” – terza ed ultima fermata – Milano, 28 Febbraio 2018 – Palazzo Isimbardi

CITTADINI GENERATORI DI DATI A LORO INSAPUTA

Sintesi intervento a cura di Diego Liberati

Ultimo e nel mio caso, contrariamente al solito, infimo, mi trovo a dover affrontare l’onore immeritato di chiudere non solo la giornata ma il ciclo: impari alla bisogna, mi aggrapperò, nano sulle spalle di giganti, a chi mi ha immediatamente preceduto per fondare lo stringato messaggio che consegno alla discussione.

Valvason mi ha illuminato sulla possibile vera ragione di un gioco la cui stupidità mi abbaglia, e forse costituisce la ragione per cui molti adulti vi partecipano: non solo siamo monitorati, ma cavalli di troia per infilarci tra i segreti degli altri.

Mi sia consentito un riferimento personale ad un caro amico prematuramente scomparso: quando mi chiedeva che stessi facendo, gli rispondevo di consultare i suoi brillanti figlioli: lavorando entrambi a londra uno per google l’altro per vodafone, insieme sanno di me più di quanto io stesso possa ricordare.

Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato: la sacra scrittura, che ci appariva naif, si svela sempre più conoscitrice millenni fa di ciò che oggi la tecnologia permette: possiamo ancora dubitare a cuor leggero che sia ispirata?

Il grande fratello è tra noi: qualcuno sostiene che Blair (vero nome di Orwell, come successivamente un famoso sedicente laburista) abbia scritto non una spaventata distopia, ma un libello programmatico degno di Castiglion Fibocchi.

Ci hanno abituato a non colpevolizzare lo strumento, ma l’uso che se ne fa: l’energia nucleare non è male di per se – anzi se non l’avessimo sciaguratamente bandita avremmo città meno inquinate – ma può creare morte e distruzione, come pure peraltro un semplice coltello, se lo si usa non per dividere il cibo con l’amico ma per dividere il nemico da se stesso… però ora gli strumenti sono così difficili da governare, si pensi all’auto che guida da sola, che ormai il progetto tecnologico deve ab inizio sposare il progetto etico! questa è una rivoluzione, come la copernicana, che manifestò i pianeti rivoluzionare intorno al sole: la complessità, come la bellezza per Dostoevskij, è negli occhi di chi guarda, se appare bisogna cambiare il punto di vista.

In realtà la tecnologia era già demonizzata nel mondo greco, Efesto, il dio fabbro, era l’iconografica di ciò che sarebbe diventato diavolo e inferno con l’avvento del Cristianesimo. Coi Romani l’homo faber acquisì dignità semidivina, Dio essendo il primo tecnologo, come ricorda quel meraviglioso suo omonimo di Severino, ma la tecnologia non essendo assurta ad ultimo dio, piuttosto a contemporanea tentazione.

Inconsapevolmente o meno produciamo dati e segnali, a disposizione di tutti, e ne siamo reciprocamente esposti.

Qualche accorgimento, come non aggiornare troppo i sistemi operativi, usare mailers diversi per la professione ed il relax, separare il provider dati da quello voce. ma ciò che più importa è saper sintetizzare un modello, il più semplice possibile con l’apparente complessità del fenomeno da catturare: se non si riesce a falsificare codesto modello, pur non essendo la verità, ammesso esista, e dunque essendo sbagliato, risulta per un pò meno peggio di altri come si può quantificare almeno in certi ambiti: con quello, si può cercare di prevedere il trend generale e magari altri sentimenti importanti: il modo migliore per prevedere il futuro è contribuire a generarlo!

2018-03-10T08:59:31+00:00